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Cake day: 2022年11月8日

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  • @videogiochi per chi ne fosse interessato aggiungo una recensione di IGN:

    https://it.ign.com/simon-the-sorcerer-origins/221679/review/simon-the-sorcerer-origins-la-recensione

    In generale, come detto, Smallthing Studios ha rispettato lo spirito della serie e realizzato un’esperienza divertente, nella sua irriverenza, senza per questo lasciare indietro la sfida. Anzi, è ben chiaro a chi intende rivolgersi il gioco e non è proprio a un pubblico casual, oppure moderno che dir si voglia: Simon the Sorcerer Origins mantiene le spigolature tipiche dei punta e clicca del loro tempo, e in alcuni casi pecca di poca chiarezza spingendo spesso al classico approccio del “le provo tutte, prima o poi otterrò qualcosa” (c’è persino un trofeo dedicato). Passata la prima ora in cui capiamo le meccaniche di base, il gioco aumenta il proprio picco di difficoltà: i fattori sono molteplici e com’è tipico di queste avventure, occorre pensare tantissimo fuori dagli schemi per raggiungere la soluzione, sebbene non si arrivi alle follie tipiche di Monkey Island (il pollo con la carrucola vi dice qualcosa?).

    Questo implica, come già accennato, che i veterani del genere avranno pochi problemi ad adottare il giusto approccio, mentre le nuove leve potrebbero riscontrare qualche difficoltà soprattutto a fronte della totale mancanza di aiuti da parte del gioco. Non tutte le azioni sono immediate come appaiono, o come forse potrebbero anche essere dopo trent’anni senza per questo piallare il livello di complessità; ad esempio, è frequente la necessità di interagire più volte con un personaggio per scucirgli le informazioni, o portare avanti il dialogo, anche quando lui stesso si è offerto di aiutarci esortandoci a fargli domande - anziché proseguire, la conversazione si interrompe e noi dobbiamo insistere affinché si apra il ventaglio di richieste che gli possiamo fare.



















  • @kami fai bene :) cerco di contestualizzare meglio il tutto: questa in cui stiamo scrivendo è la comunità Lemmy di Le Alternative sul dominio Feddit.it (gestito da lealternative e Poliverso, tra l’altro).

    Il sito lealternative.net è un progetto personale di ormai 5 anni che non sponsorizza, non ha pubblicità, né riceve soldi (né ha mai ricevuto) da alcuna azienda, per cui qualsiasi articolo e consiglio è solo esclusivamente un’opinione personale e non ho mai accettato ricompense/referral code/pubblicità etc.

    In questo caso in particolare se vedi il link del post iniziale dell’articolo di lealternative su URnetwork è decisamente critico e anzi spiega come utilizzarla sia potenzialmente un rischio sia per la privacy ma anche potenzialmente legale, esattamente e giustamente come hai sottolineato tu.

    Tuttavia essendo una sorta di novità con delle potenzialità interessanti c’è gente interessata a provarla anche solo per curiosità. Dato che ho ricevuto la newsletter dell’offerta l’ho girata sulla comunità (che è una cosa che faccio generalmente speso e che è tollerata nella comunità se non ci sono referral code).

    Le uniche VPN consigliate da Le Alternative per il quotidiano ad oggi sono solo: Mullvad, Proton, IVPN e di recente anche Windscribe. Le altre come URnetwork vengono principalmente consigliate per i curiosi e per chi vuole testare qualcosa di differente.