Le cose più belle che abbiamo visto alla finale di Champions League 2026

Da Dembélé con due Birkin all'abbraccio tra Marquinhos e Gabriel, valeva la pena di seguire il super match tra Arsenal e PSG a Budapest non solo per il risultato
Marquinhos PSG abbraccia Gabriel Arsenal dopo sconfitta Arsenal finale Champions League 2026
Richard Heathcote/Getty Images

Una finale di Champions League è anche un fattore estetico. Chi vince scrive la storia, ma cosa si mette, come ci arriva, che faccia fa mentre solleva la coppa o mentre non la solleva: questo è materiale che rimane. La Puskas Arena di Budapest è il palcoscenico scelto per il 2026, PSG contro Arsenal, due estetiche calcistiche quasi opposte che si sono trovate a condividere il prato più importante dell'anno. Da una parte il club che negli ultimi anni ha trasformato Parigi in un concetto di stile oltre che di tifo, dall'altra una squadra che ha costruito la propria identità su un'idea di calcio che non ha bisogno di fronzoli per farsi notare. In mezzo, settantamila persone vestite dei colori delle rispettive fedi, una città che per una sera ha deciso di essere un po' ovunque.

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Le finali di Champions hanno questo potere strano: trasformano lo sport in qualcosa che assomiglia a una prima cinematografica, dove il tappeto rosso dura novanta minuti e tutti guardano, anche chi normalmente non ha nessun interesse per il calcio.

6 cose belle viste alla finale di Champions League

Ousmane Dembélé è arrivato a Budapest con addirittura due Birkin