Abstract
L’articolo riprende la famosa querelle che vide confrontarsi Benedetto Croce e John Dewey. Si tratta di una riflessione retrospettiva che ha un duplice scopo: da un lato, intende ripercorrere lo scambio tra i due filosofi evidenziando le differenze tra le rispettive posizioni e le ragioni che preclusero un confronto proficuo; dall’altro, si propone di fare il punto su ciò che dopo settant’anni quella polemica ha ancora da dirci intorno all’estetica, campo d’indagine oggi mutato e assai più ramificato rispetto ad allora. Sotto questo aspetto, dato che Dewey è ritenuto un autore fondamentale per il contributo offerto alla ridefinizione della portata e del significato dell’estetica contemporanea, sembra lecito chiedersi se da una discussione meno spigolosa tra i due pensatori sarebbe potuta sortire una diversa influenza sull’estetica posteriore, con ricadute anche su quella italiana. È questa la domanda che ha ispirato il presente contributo, in cui si provano a fornire, da una prospettiva attuale, spunti per possibili risposte.