Firmare per sostenere la risoluzione ONU avanzata da Vanuatu sulle politiche contro il cambiamento climatico
Trump prende di mira l’isola di Vanuatu perché sta cercando di proteggerci dalla catastrofe climatica. Questa piccola nazione insulare del Pacifico sta promuovendo all’ONU una risoluzione storica globale sul clima, che sarà votata tra pochi giorni, ma gli USA remano contro. Se riusciremo a superare l’opposizione di Trump, potremo raggiungere una svolta epocale nella lotta per un futuro più sicuro e vivibile per tutti. Firma ora per far sentire la nostra voce direttamente alle Nazioni Unite a New York: https://secure.avaaz.org/campaign/it/vanuatu_climate_resolution_2026_loc/
Trump è di nuovo all’attacco contro l’azione per il clima!
In tutto il mondo, moltissime comunità stanno subendo le conseguenze di un clima impazzito, dalle alluvioni agli incendi. L’arcipelago di Vanuatu rischia addirittura di scomparire sott’acqua se non smettiamo di bruciare combustibili fossili.
L’isola ha quindi portato il caso alla Corte internazionale di Giustizia, che ha stabilito che i governi hanno la responsabilità legale di contrastare il cambiamento climatico. Ora l’ONU sta per adottare una risoluzione che trasformerebbe la sentenza della Corte in azioni concrete a livello globale.
Il voto è previsto tra pochi giorni [in effetti già domani!], ma Trump sta facendo enormi pressioni per far naufragare il piano. Il peso della mobilitazione pubblica potrebbe fare la differenza: https://secure.avaaz.org/campaign/it/vanuatu_climate_resolution_2026_loc/
20 maggio, Roma, “Exit poetry” @ Bianco Contemporaneo
A Roma, mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 18:00
presso la galleria Bianco Contemporaneo
(via Reno 18/a)
nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre
si presenta il libro di voci di poesia
EXIT POETRY
Poesia futura
a cura di
Aldo Nove, Gilda Policastro e Lello Voce
(La Nave di Teseo, 2026)
introduce l’incontro
Gilda Policastro
leggono
Sara Ventroni, Gabriele Stera,
Antonio Francesco Perozzi, Marco Giovenale
L’occasione della mostra presso Bianco Contemporaneo di due artisti come Lamberto Pignotti e Hogre, che nel loro lavoro fanno scattare vari congegni di deviazione / nascondimento / disseminazione dell’identità, è quanto mai in sincrono & sintonia con un libro che sembra interrogarsi come pochi altri, oggi, sulle tante identità della poesia (e della postpoesia) contemporanea. “Exit Poetry raccoglie 25 autori e autrici che hanno popolato con le loro parole, i loro pensieri, le loro voci, questi primi 25 anni del ventunesimo secolo”. Gilda Policastro, co-curatrice del volume, ne spiegherà il progetto dando poi la parola a quattro venticinquesimi dell’intero…
l’incontro su mobilizon:
https://mobilizon.it/events/600e040c-71f6-4756-8e01-44b9d6de842b
evento facebook:
https://www.facebook.com/events/1345967000761083
La Nave di Teseo
https://lanavediteseo.eu/portfolio/exit-poetry-poesia-futura/
la galleria
https://www.biancocontemporaneo.it/
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Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione
dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva
con propri progetti su tutto il territorio nazionale
Due immagini dal genocidio che continua
Lo stupro come arma di annientamento di un popolo
La prima presentazione a Roma di “Exit Poetry”
il 20 maggio presso la Galleria Bianco Contemporaneo (via Reno 18/a)
https://slowforward.net/2026/05/12/20-maggio-roma-exit-poetry-bianco-contemporaneo/
https://mobilizon.it/events/600e040c-71f6-4756-8e01-44b9d6de842b
#poesia #poesiacontemporanea #exitpoetry #postpoesia
Francesca Albanese su booking.com e airbnb (e il loro modo di fare affari)
tutte le forme di onda
apprezzare i suoni, e i rumori:
https://noblogo.org/differx/insomma-dico-che-bisogna-apprezzare-il-rumore-tutte-le-forme-di-onda
Sospese le sanzioni contro Francesca Albanese
La farsa europea delle sanzioni ai “coloni violenti”
un post di Stefania Ascari su fb e, in fondo, il link alla conferenza stampa con Elena Basile
Dopo almeno 70 mila esseri umani massacrati, dopo l’invasione del Libano e la guerra Iran, dopo l’introduzione della pena di morte razziale, ieri l’Unione europea invece di sanzionare seriamente il governo criminale e genocida di Israele ha partorito delle sanzioni “contro i coloni violenti”.
I coloni violenti? Perché esistono anche coloni non violenti?
Tutti i coloni sono ILLEGALI perché occupano un territorio altrui e impongono alla popolazione palestinese un regime di apartheid e segregazione.
Queste sanzioni farsa servono solo a pulirsi la coscienza, non certo a fermare lo Stato terrorista Israele, con cui l’Ue e l’Italia continuano invece a intrattenere rapporti: basti pensare all’accordo commerciale Ue-Israele che il nostro governo non vuole sospendere, al memorandum di cooperazione militare Italia-Israele che neanche pare sia stato veramente sospeso, all’import-export di armi che ancora l’anno scorso ha fatto registrare 22,6 milioni di euro di consegne e 85 milioni di euro di acquisti, a cui si aggiungono forniture incontrollate di materiali dual-use e carburante destinati alle forze armate israeliane.
E chi denuncia queste cose diventa immediatamente vittima della macchina del fango e additato come filo-terrorista. Si costruiscono menzogne deliberate per delegittimare, colpire e intimidire chi non si allinea alla narrazione del mainstream.
Per questo oggi è stato un piacere e un onore ospitare alla Camera l’ex ambasciatrice Elena Basile per la presentazione del suo ultimo libro, “Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace”, una voce libera, lucida e coraggiosa, che continua a difendere il diritto alla verità contro ogni propaganda.
Grazie a Elena Basile e grazie al collega Roberto Scarpinato e alla giornalista Fiammetta Cucurnia per i loro importanti contributi. Vi invito rivedere la conferenza a questo link: https://webtv.camera.it/evento/31285
Facciamo contro-informazione, diamo voce a chi rifiuta il silenzio e la complicità e ritorniamo a essere umani.
piccolo florilegio sionista
da una pagina libertaria
David Ben-Gurion (Padre fondatore di Israele):
“Se io fossi un leader arabo, non firmerei mai un accordo con Israele. È naturale: abbiamo preso il loro Paese. Certo, Dio ce l’ha promesso, ma cosa importa a loro? Il nostro Dio non è il loro. Veniamo dalla Galizia, dall’Ucraina. Siamo venuti qui e abbiamo rubato il loro Paese. Perché dovrebbero accettarlo?”
Albert Einstein e Hannah Arendt (Lettera al New York Times, 1948):
“Fra i fenomeni politici più inquietanti dei nostri tempi c’è la comparsa, nello Stato di Israele, del Freedom Party… un partito politico che nell’organizzazione, nei metodi e nel richiamo sociale è strettamente affine ai partiti nazista e fascista.”


